
Ho passato nove anni in Amazon, tra program management, product management ed espansione internazionale in oltre venti mercati. Ho guidato iniziative importanti, gestito team e preso decisioni che contavano davvero.
Era un lavoro impegnativo e mi riusciva bene. Non c'era nulla che stesse andando storto.
Sulla carta, avevo tutto quello che dovrebbe contare come successo.
Ho lasciato quel ruolo per costruire una carriera e un'attività alle mie condizioni.
Non perché quel lavoro fosse sbagliato, ma perché sapevo che restare mi sarebbe costato più che andarmene.
È stata quella svolta a portarmi al coaching, dopo anni passati a studiare psicologia per una curiosità autentica verso quello che tiene le persone bloccate e quello che invece le spinge davvero a muoversi.
Sono italiana e dal 2017 vivo e lavoro in Germania, in una lingua e una cultura professionale che non erano originariamente le mie. So cosa significa dover dimostrare il proprio valore due volte, in un contesto nuovo.
Ed è anche per questo che lavoro in cinque lingue invece che in una sola. Una decisione di questa portata è già abbastanza difficile senza doverla affrontare nella tua seconda o terza lingua, con parole che non sono esattamente quelle in cui pensi.

Se vuoi capire cosa comporta davvero un percorso prima ancora di parlarne, la pagina coaching lo spiega nel dettaglio. Se preferisci parlarne direttamente, è la strada più rapida.
Giulia